Categoria della settimana #5 – Jane Austen.

Questa settimana è un po’ diversa, un po’ più dinamica forse. Non voglio limitarmi a consigliarvi un libro, ma una bibliografia. E’ una di quelle quelle donne che hanno conquistato il mondo a modo loro, che ancora oggi, insieme a poche altre, si sono rese indimenticabili grazie alla tecnica di scrittura, ai temi trattati e al modo in cui trattavano quest’ultimi, alla loro umanità.
Signori e signore della giuria, oggi vi voglio parlare di miss Jane Austen. Ma non voglio essere noiosa come tutti gli altri, per cui ve ne parlo in una sorta di carta di identità.

janeNome: Jane
Cognome: Austen
Data di nascita: 16 dicembre 1775
Data di morte (ahimè): 18 luglio 1817
Luogo di nascita: Steventon (Inghilterra)
Fratelli/Sorelle: sei fratelli e una sorella
Opere (pubblicate): Ragione e sentimento (1811); Orgoglio e pregiudizio (1813); Mansfield Park (1814); Emma (1815); L’abbazia di Northanger (1818, postumo); Persuasione (1818, postumo)
I miei commenti (poco di parte):
Ciao amore mio, ciao cara Jane, oggi parlo di te perché la plebe magari non ti conosce ancora, ma perdonali perché non sanno cosa si sono persi.
Lettori, se qualcuno c’è, non snobbate Jane Austen. Non pensate che sia la classica scrittrice di inizio ‘800 che si ferma a descrivere le mosche che passano, le formiche che camminano e le lucertole che prendono il sole. Non è così. La signorina Austen ha sempre, sempre preso molto in considerazione l’evoluzione psicologica e sentimentale dei propri personaggi e se leggerete i suoi romanzi in ordine cronologico noterete sicuramente come lei stessa sia cresciuta insieme ai suoi libri e al suo stile di scrittura. E’ come se, con il passare del tempo e dei libri, la sua spensieratezza giovanile l’abbandonasse e i suoi personaggi stessi ne risentono.

Piccola Jane, ora parliamo anche di come perculi la gente.

Inutile dire che, forse forse, ai suoi tempi le donne scrittrici non fossero prese molto in considerazione. Ma lei era ribelle, lei era una delle prime vere punk in circolazione e se ne sbatteva altamente. Descriveva la società in cui viveva, certo, ma non solo. Non bisogna avere una conoscenza accurata del tempo per capire come lei stessa prendesse in giro tutto e tutti. Ogni suo personaggio incarnava uno stereotipo del tempo e lei lo distrugge, ci passa sopra con un caterpillar, lo mette in imbarazzo che nemmeno vostra nonna che vi chiede della fidanzata ogni volta che vi vede.

Piccola Jane, com’eri scapestrata. Ma possiamo leggerti anche senza un’analisi particolare.

mr-darcyE se proprio non ve ne frega niente di tutto questo, dei personaggi, del perculamento, della sua ribellione a modo suo, allora leggete i suoi libri perché sono belli, perché sono ben scritti, perché gli uomini sono veri uomini e non dei rottami come nei libri più contemporanei. Il Colonnello Brandon, Mr. Darcy o il capitano Wentworth diventeranno i vostri nuovi standard e allora sì che rimarrete zitelle a vita, perché di persone così non esistono.
Ma maschietti, anche voi vi innamorerete di Elizabeth, Marianne o Anne. Se succederà, addio mondo. Uomini e donne rimarranno soli a vita per colpa della piccola Jane. O forse torneremo a fare passeggiate lungo le rive dei laghi, nei parchi, nei boschi. Non mi dispiacerebbe.

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