Pensieri e parole: “Lontano dalla verità” di Linwood Barclay.

Prima ancora di scrivere qualunque altra cosa, vorrei ringraziare la Fanucci Editore perché mi ha inviato una copia in cambio di una recensione onesta. Che sta per arrivare.

barclay_lontano_dalla_veritaTitolo: Lontano dalla verità
Autore: Linwood Barclay
Editore: Fanucci
Pagine. 389
Voto: ★★★★
Trama:

A Promise Falls, il crollo dello schermo di un drive-in causa la morte di quattro persone. Sembrerebbe una tragica fatalità, ma qualcosa nelle indagini non torna: molte le circostanze spiegabili solo riducendole a casualità, troppe le coincidenze sospette. Quando la figlia di una delle vittime chiede all’investigatore privato Cal Weaver di indagare su una recente intrusione nella casa di suo padre, la scoperta di una stanza segreta nel piano interrato spalanca scenari torvi e inaspettati. A cosa serviva quella stanza? Perché qualcuno ha cercato di penetrarvi furtivamente? Il detective Barry Duckworth, impegnato nella risoluzione di due casi di omicidio risalenti ad anni prima, sospetta che tra quei delitti e la scia di morte che sta turbando Promise Falls ci sia un sinistro collegamento, una linea rossa che unisce un passato inquietante e un presente non meno pericoloso. Ma un’altra vittima è destinata a cadere sotto i colpi di un assassino senza volto, perché il baratro nel quale la cittadina sta per sprofondare è ben più profondo di quanto si creda.

Recensione:

Partiamo solo dal fatto che probabilmente queste cittadina, più che in America, si deve trovare da qualche parte tra la bocca dell’inferno e Lucfero stesso.

E anticipo subito che questo non è no stand alone, ma fa parte della trilogia di Promise Falls e questo è già il secondo libro. E proprio una delle cose che mi ha colpito è stata che nonostante parecchie vicende fossero già avviate o in corso di svolgimento, non si fa per niente fatica a capire cosa diamine stia succedendo in questa piccola città. Questo fa subito capire che grande talento abbia questo scrittore.

Signor Barclay, fossi in lei chiamerei i fratelli Winchester, avere un parere in più non fa mai male.

I diversi personaggi hanno storie a sé stanti, ma al momento giusto si intrecciano e il lettore riesce a fare i suoi calcoli e collegamenti.

La trama non è lineare, si capisce, ci sono diversi fatti che si svolgono nello stesso momento, non è il classico thriller con il solito schema “omicidio-indagine-risoluzione”. Eh no.
Perché proprio quando si inizia a capire qualcosa sugli ipotetici responsabili, ecco che si gira l’ultima pagina e uno ci rimane anche male.

“Eh, sarà anche bello, ma si sa che ogni tanto c’è qualche parte di stallo, dove non succede niente, e che noia poi”. No, giovincelli, no. Non ci sono parti in cui qualche personaggio non fa nulla, non ci sono i momenti noiosi. Dopo ogni frase, dopo ogni capitolo, non si vede l’ora di continuare, di vedere come andranno a finire le cose per questo o per quello.

Ecco, lo ammetto, non sono una grande fan del libri thriller. Ma questo.
Questo ha quel qualcosa in più che probabilmente è lo stesso concetto di quando cucina tua mamma e di quando, lo stesso piatto, lo cucina tua nonna:  quello di tua mamma è buono, certo, ma quello della nonna ha quel qualcosa in più. Insomma, di libri belli ne ho letti, ma non hanno quel famoso qualcosa, quella marcia in più che ti fa dire “cazzo, che figata”.

Signor Barclay, le prometto che leggerò tutti i suoi libri.

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