Pensieri e parole: “Carve The Mark. I predestinati” di Veronica Roth.

Oggi si parte per un’altra galassia, per un altro pianeta. Oggi andiamo su Thuve e vi parlo di Carve The Mark di Veronica Roth.

carve-the-markTitolo: Carve The Mark. I predestinati
Autore: Veronica Roth
Pagine: 427
Editore: Mondadori
Voto: ★★★★
Trama:
In un mondo dominato dal flussocorrente che dona particolari abilità agli uomini, i fati di Akos Kereseth e Cyra Noavek si intrecciano dopo che quest’ultimi sono stati resi pubblici.
Ryzek Noavek, fratello di Cyra e sovrano di Shotet, farà di tutto per impedire che il suo di fato – soccombere a una famiglia thuvesita, popolo da sempre rivale degli shotet – si avveri e non si farà nessuno scrupolo a usare il dono terribile di Cyra. Quello che non sa è che la rivolta avrà inizio.
 

Recensione:

Ammetto che non mi aspettavo molto da questo libro, soprattutto per il modo in cui è stato lanciato: We Can Be Mended è solo stato l’ennesima coltellata al cuore per tutti gli amanti della coppia Tris/Tobias.
Ma procediamo con ordine.
Sappiamo che Veronica Roth non è solita alle smancerie e i suoi personaggi non sono mai “femminucce” ed è anche per questo che l’amiamo, no? Con Cyra non c’è nulla di diverso: è cazzuta come solo i suoi personaggi sanno essere.
Akos è semplicemente il ragazzo costretto a crescere troppo in fretta a causa di diverse disgrazie e avere una madre come la sua non è di certo un aiuto.  Suo fratello Eijeh sembra essere una delle armi segrete di Ryzek, ma gli ha fatto venire i pesci nel cervello quindi, per ora, nulla.
Ryzek è quello un po’ psicopatico, nel senso brutto, che vuole la mamma e quindi uccide un po’ a caso.

La coppia Cyra/Akos è così carina che è temuto per la sua sorte fin dall’inizio. Si sa che, ultimamente, non va molto di moda lasciare in vita i personaggi. Mi piace molto che alla base di questa coppia ci sono soprattutto difetti legati al loro passato: diverse uccisioni, sensi di colpa e via dicendo. Sono simili anche in questo e non potevano non trovarsi.
Avevo in mente di chiamare questa ship Cyrkos, ma poi pensandoci bene, no.

Veronica supera se stessa con questo libro, in tutto e per tutto: nello svolgimento della vicenda, nella caratterizzazione dei suoi personaggi, nelle descrizioni crude. È cresciuta con l’evolversi della sua scrittura ed è una cosa meravigliosa.
Un altro fatto straordinario è di come inserisca personaggi omosessuali all’interno della storia con una naturalezza che dovrebbe essere normale e quotidiana. Nessuno che si sorprende, nessuno che fa commenti inopportuni, nessuno che rinnega i figli additandoli come bestie di satana e non ci sono genitori che si colpevolizzano. Dico solo che uno di questi è colui che è addetto ad addestrare le reclute delle guardie armate e vedete anche voi limpidamente come tutti i pregiudizi e stereotipi vanno a farsi fottere bellamente, senza se e senza ma.

Veronica ci piaci, davvero tanto, e ogni volta ci sorprendi in maniera diversa. Questo libro è promosso a pieni voti.

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