Pensieri e parole: “La canzone delle ombre” di John Connolly

Bambini e bambine in ascolto oggi parliamo di un libro talmente figo che devo mandare una mail di ringraziamento alla Fanucci apposta perché sì. Il libro di oggi – dopo molto tempo – è La canzone delle ombre di John Connolly.

connolly_canzone_ombreTitolo: La canzone delle ombre
Autore: John Connolly
Pagine: 379
Editore: Fanucci
Voto: 3.5
Trama:

In convalescenza in una cittadina del Maine in seguito alle ferite provocate da un colpo d’arma da fuoco che stava per costargli la vita, il detective Charlie Parker fatica a superare le angosce legate all’esperienza drammatica recentemente vissuta. La clinica in cui è ricoverato ospita una vedova di nome Ruth e la giovane figlia di lei, Amanda, donne tormentate e sfuggenti, testimoni e vittime di un passato tragico che risale agli anni della Seconda guerra mondiale e a una città polacca, Lubsko, dove sorgeva un campo di concentramento nazista. Indagare sul loro trascorso per Parker significa dissotterrare segreti atroci e rievocare crimini inauditi e lontani. Ruth e Amanda sono in pericolo, minacciate da qualcuno che non ha sopportato l’affronto della loro sopravvivenza e che, come un’ombra, è tornato dalle tenebre del passato per reclamare il proprio tributo di sangue. Ferito nel corpo e nell’anima, il detective dovrà fare appello alla determinazione e all’acume che gli restano e che, sebbene messi a dura prova, rappresentano la sola possibilità di salvezza delle due donne.

Recensione:

Ma come, ho detto che è una figata e lo voto solo 3.5? Aspettate, calmatevi, placate gli ormoni.
Questo libro è un po’ una ricostruzione storia di quello che accadde dopo la Seconda Guerra, di come alcuni componenti delle SS riuscirono a scappare prima di Argentina e poi a raggiungere gli USA con una nuova identità e una nuova vita. Uno di loro ha parlato, ma è tipo Matusalemme e quindi scatta la gara al “ti devo prendere prima che muori da solo”. Tutta questa parte avvincente arriva dopo un’introduzione un po’ lenta perché l’autore tenta di farci capire chi è Charlie Parker e cos’abbia fatto fino a quel momento. Forse non ho menzionato il fatto che questo è qualcosa tipo in tredicesimo libro di una saga. Ma appunto, essendo un thriller, non è necessario seguire per forza tutta la vicenda per capirci qualcosa.
C’è un segreto da scoprire, o meglio, qualcuno sapeva qualcosa, qualcun altro l’ha capito e ha fatto partire un meccanismo di difesa di queste ex SS. E’ tutto un girare attorno a un sacco di persone, bisogna capire le loro vere identità e raccogliere più prove possibili per espellerli e rimandarli in Germania per un processo. Lo scatto iniziale, quello che ha messo in moto tutto quanto, è talmente banale che quando viene rivelato uno pensa “ma come? Ma come ho fatto a non arrivarci prima?”. Allo stesso tempo è così geniale nella sua banalità che credo di aver applaudito.
Inoltre, pur trattando un argomento abbastanza delicato, ci sono momento di ironia e cinismo che mantengono la lettura molto piacevole.

Tiro le fila dicendo che il voto un po’ basso va al fatto che ci mette un po’ a partire come storia, ma poi lo si legge d’un fiato dimenticando anche di andare in bagno.

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