Pensieri e parole: “Distorted Fables” di Deborah Simeone

Può anche non sembrare vero, ma eccomi che posto un’altra recensione dopo pochissimo tempo. Sì, il libro è bellissimo nei suoi difetti. Sì, ne parliamo oggi.

41qha+y4LfL._SX323_BO1,204,203,200_Titolo: Distorted Fables
Autore: Deborah Simeone
strong>Pagine: 175
Editore: Mondadori
Voto: 4 / 5
Trama:

Che sia chiaro: la protagonista di questa storia non è la solita principessa delle fiabe. Non è né magra né alta, e neppure bella da far girare la testa. E poi con la gente è spesso intrattabile, dura e spigolosa, proprio come il suo nome, Rebecca. Per lei non ci sono castelli incantati, fatine o scarpette di cristallo, ma un monolocale umido in un condominio chiassoso, e lunghe serate passate in solitudine a guardare serie tv, con in grembo un gatto birmano e nella testa una valchiria-grillo parlante che la sprona a non darsi mai per vinta. Le cose cambiano, però, il giorno in cui Rebecca inizia a lavorare come portinaia in un bel palazzo nel centro di Milano. Qui, nonostante la sua avversione per i rapporti umani, la sua vita si intreccia con quella di alcuni condomini: un settantenne stravagante, ostinatamente aggrappato al ricordo della moglie, una giovane donna devota a un marito che la tradisce neanche tanto di nascosto e una ragazza stregata da un uomo freddo e calcolatore. Tutte fiabe d’amore, e tutte imperfette, come imperfetta è la vita di Rebecca, che ha smesso di credere al “vissero per sempre felici e contenti” nell’istante in cui il suo principe azzurro, anziché salvarla e poi giurarle amore eterno, l’ha mollata senza troppe spiegazioni a un binario della stazione. Ma chissà che Rebecca non scopra, anche grazie ai suoi nuovi amici, che proprio nell’imperfezione si nasconde il segreto per trovare qualche momento di vera felicità…

Recensione:

Un inno all’amore sano, all’amore dignitoso, con il rispetto per se stessi al primo posto. Rebecca la dignità l’ha persa proprio per rimanere con il ragazzo che amava così tanto da credere che fossi lui quello giusto per la sua vita. E invece, alla fine, si è trovata sola, lasciata senza una motivazione e insoddisfatta. Ha dovuto imparare ad amare senza annullarsi, a fidarsi, a costruire di nuovo un rapporto.

Chi seguire Deborah su facebook di sicuro ha riconosciuto alcuni suoi tratti distintivi come il non credere nel “per sempre” e il non dipendere da un uomo. Amarlo, sì, ma non annullarmi. Rebecca è un personaggio che impara ad essere forte grazie anche a Crimilde, la valchiria che abita nella sua testa. Le insegna a non giustificare ogni azione di un uomo, a non colpevolizzarsi per ogni cosa. A non farsi plasmare da uomo.

Ma le vere protagoniste sono Rebecca e Beatrice, un’inquilina del palazzo dove Rebecca fa la portinaia. Sono loro le protagoniste, le donne tradite e lasciate e colpevolizzate perché “se solo avessi fatto così, invece di cosà”. No. E’ proprio questo uno dei tanti messaggi: no, basta, è colpa tua, non mia, ti mollo perché ho ancora dell’amor proprio.

C’è qualche pecca, secondo me. Ad esempio, il personaggio di Crimilde non credo sia abbastanza approfondito. Mi sarebbero piaciuti più dialoghi, più incontri con lei. E’ la guida di Rebecca e mi sarebbe piaciuto vederla anche arrabbiata pesantemente con lei.

In conclusione posso dire che è un libro che è davvero una fiaba distorta, qualcosa che non siamo abituati a leggere e che se ne trovano uno ogni mille.

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