Leggere a scuola: pro o contro?

Sono appena tornata dalla libreria con un bottino notevole e soldi in meno sul mio conto. Ma sappiamo già che questo capita, più spesso di quanto vorremmo. L’argomento del post, però, non sono i nuovi acquisti.

Scorrendo tra gli scaffali, facendo correre gli occhi da un titolo all’altro e assaporando la calma e la tranquillità di una libreria appena aperta, mi sono tornati alla mente degli episodi legati alla scuola. La mia professoressa di italiano, come molte, ci assegnava dei libri da leggere per l’estate con annessa compilazione della scheda libro.
Ora, a una come me, non poteva che fare piacere. Potevo trascorrere intere giornate con il naso tra le pagine e non sentirmi in colpa (tranne quella volta che ci diede da leggere Il Gattopardo, quella volta volevo solo piangere). A distanza di qualche anno continuo a pensare a tutti coloro che, invece, preferivano fare altro. Semplicemente perché avevano altri hobby, altri interessi.

Per quanto mi riguarda, leggere è sempre stato un piacere per me. Passare ore e ore con un libro in mano, cambiando posizione mille mila volte per non fare addormentare le gambe, chiudere per un attimo il libro e pensare “non posso smettere ora” e tornare a leggere. Per altri non è così, anche se, sinceramente, non me ne capacito.

Quello a cui voglio arrivare è la lettura nelle scuola. Sono d’accordo che certi autori sia indispensabili alla nostra cultura (vedi Dante, Petrarca, Leopardi e compagnia) anche perché davvero una minima parte della popolazione mondiale userebbe il proprio tempo libero per dedicarsi a loro. E sarebbe rischioso perché tutti questi autori favolosi che hanno rivoluzionato e arricchito il mondo della letteratura potrebbero cadere nell’oblio e un immenso patrimonio culturale andrebbe perso.

Allo stesso tempo, sono contraria alla lettura imposta. Qualcuno di non troppo importante disse che è impossibile che a una persona non piaccia leggere, semplicemente non ha ancora trovato il libro che fa per sé. Inoltre, costringendo qualcuno a fare qualcosa che non piace, quasi sicuramente si ottiene l’effetto opposto: invece di avvicinarlo a quel mondo magnifico che è la letteratura, si rischia di allontanarlo per sempre.

2017-09-08Dall’altra parte, è anche vero che nella vita non faremo sempre quello che vogliamo e che la scuola serve anche a prepararci al peggio della vita. Ma possiamo risparmiare almeno la lettura? Possiamo dedicarci a essa con più o meno passione? Credo che siamo tutti interessati ai libri, solo che alcuni sono proprio ossessionati, altri riescono a leggere uno o due libri all’anno. Che va anche bene, l’importante è farlo.

Chi la pensa come me? Chi no?

P.s.: in libreria ho preso “The Glittering court” di Richelle Mead; “La favola di Amore e Psiche” di Apuleio; “Favole” di Esopo e “La gemella sbagliata” di Ann Morgan.

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6 thoughts on “Leggere a scuola: pro o contro?

  1. Diciamo che sono d’accordo, costringendo a leggere alcune cose a scuola si ha come effetto l’allontanamento dalla lettura come piacere, anzi viene vista come un dovere pesante e inutile. Credo che si dovrebbero rivedere un po’ le liste dei libri che i docenti danno da leggere ai ragazzi, perché è difficile apprezzare opere bellissime, ma sicuramente lontane da un adolescente come I Malavoglia, I Promessi Sposi, Ossi di Seppia e altri ancora. Bisognerebbe fare un percorso, iniziare da libri adatti a quell’età young adult ad esempio, perché ce ne sono di bellissimi che non cadono nella banalità, anche farli approcciare ai fumetti, insomma abituarli alla lettura, alle storie e poi passare a cose più impegnative! Scusa lo sproloquio, un bacio!

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    1. Credo che opere come quelle che hai citato possano essere apprezzate di più alle superiori se si inizia a leggere anche negli anni prima. E’ molto raro che alle elementari o alle medie si leggano dei libri, un po’ perché i bambini sono iperattivi e un po’ perché forse non è nemmeno nella nostra cultura/educazione. Credo che con un approccio lento, ma costruttivo, si possa arrivare ad apprezzare molto di più quelle grandi opere

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  2. Concordo con voi…credo che la lettura imposta sia la prima causa di non lettura ai giorni nostri! Si dovrebbe dare più spazio alla scelta, magari trovando i giusti sistemi di assegnazione dei testi…sarebbe bello creare un programma che consigli dei testi in base alle attitudini e alle passioni…non sarebbe difficile! Un pò come spotify con la musica

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